Italia: Salvo per miracolo
Nei prati intorno ai padiglioni della fortezza di Rebibbia vivono in perfetto accordo alcuni cani randagi e numerosi gatti, che sopravvivono grazie alla generosità dei prigionieri, i quali ogni giorno portano loro avanzi di cibo.
Tra questi vi è Fido, un bastardo, frutto probabilmente di un incrocio tra un cane e una lupa, perché ha degli occhi che incutono timore, ma è mansueto perfino con i gatti. L’altro giorno vi è stata un’ondata di freddo polare, è caduta tanta neve e Fido non si è fatto vedere all’ora di pranzo. Molti hanno temuto che fosse morto assiderato e alcuni volenterosi si sono messi alla sua ricerca, fino a quando non l’hanno trovato in fin di vita sotto un albero, dove aveva cercato disperatamente un riparo. Il cuore batteva appena. Si cerca di praticargli un massaggio cardiaco e poi un ragazzo tenta di soccorrerlo con una respirazione bocca a bocca. Una scena commovente, una simbiosi uomo-bestia, un richiamo a quell’amore sviscerato che lega da sempre tutti i viventi, non solo nella mitologia e nelle fiabe. Si percepisce il calore del fiato, che riscalda l’atmosfera ghiacciata, mentre si scruta con trepidazione il muso del cane per cercare qualche indizio di vita. Lo portano al caldo in una cella, lo adagiano su due sedie vicino al termosifone, lo asciugano con il fono. Lentamente si vede il muso affilato cominciare a muoversi, un orecchio si muove. Il giorno dopo con un cucchiaino riescono a fargli mangiare un uovo. Il rumore della lingua che lappa è una vera e propria sinfonia. La bestia è salva. Una favola a lieto fine: bello il cane, belli i detenuti, belli i capelli del ragazzo che con il suo bacio gli ha ridato la vita. Non è possibile credere che l’uomo sia l’unica meta della creazione e che tutto l’universo sia stato ideato per noi. Così il Cristianesimo ha spesso dimenticato la natura. Molti Santi hanno dedicato la loro esistenza al soccorso dei poveri e degli ammalati: compito degnissimo. Soltanto San Francesco e qualche eremita hanno dedicato la propria vita a salvare una fonte, un albero o a proteggere qualche animale: compito non meno degno. Achille della Ragione
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